Il mio legame con la fotografia è piuttosto recente: ad eccezione di una breve parentesi durante l’infanzia, quando all’età di 7 o 8 anni mi divertivo a usare una vecchia Polaroid che nel giro di un minuto stampava direttamente lo scatto, permettendomi quindi di osservare il risultato, negli anni seguenti il pensiero di dedicarmi alla fotografia non mi sfiorava nemmeno lontanamente. Visitavo occasionalmente qualche mostra, ma non provavo un reale interesse verso questo ambito. Ci ho messo tanto tempo in effetti a capire che cosa veramente mi appassionasse.
Nel momento in cui ho ripreso in mano una macchina fotografica alla fine del 2018, spinto da una pulsione sempre più forte, ho capito allora che la fotografia mi avrebbe sempre accompagnato; ne intuivo l’importanza, ma non avevo idea che avrebbe cambiato il mio modo di essere.

Da quel momento, infatti, per me è stata una rivelazione o, per meglio dire, un risveglio. Guidato dall’amore per la Natura, ho trovato l’espressione di me stesso attraverso il paesaggio, il quale mi ha portato a scoprire e ad approfondire la conoscenza di luoghi vicini e lontani e soprattutto a vivere momenti di grande intensità che mai avrei sperimentato altrimenti e che tuttora mi spingono verso una continua ricerca interiore.
Fotografare per me equivale a comprendere meglio la mia persona; perciò, prediligo una fotografia più espressiva che documentaristica.

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